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martedì 1 maggio 2007

La morte della questione morale

Travaglio oggi scrive sul blog di Beppe Grillo.
Ne riporto una parte:


La notizia non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la conoscono, ma non possono più raccontarla. Se qualcuno vuol proprio sapere qualcosa, magari viene in redazione e gli facciamo leggere le carte, di straforo. Ancora: è vietata la pubblicazione, anche nel contenuto, di intercettazioni e tabulati telefonici “anche se non più coperti da segreto”. Stesso discorso: non sono segreti, il giornalista li conosce, gli avvocati pure, i politici di solito anche, ma la gente non li deve sapere. Così, intanto, brulicano i ricatti. Se poi vengo in possesso di un dossier o di un’intercettazione illegalmente raccolti (per esempio, dal Sismi o dalla banda Tavaroli), e magari questi contengono notizie gravissime (per esempio, che si sta preparando un colpo di Stato), e li pubblico, rischio da 6 mesi a 4 anni di galera. Quindi non li pubblico, oppure finisco dentro.


Dopo Craxi nel pantheon del PD (e Berlinguer fuori), iniziamo a farci entrare anche le leggi porcata (tra l'altro, mai abrogate) di ispirazione Berlusconiana.
Dirò di più: ha una certa ispirazione di un ventennio non troppo lontano, ma effettuo una censura preventiva su me stesso per non dire di più.

A Mussi, Bertinotti, Diliberto, che avete votato questa legge f..., dico: date presto prova di coerenza, o i vostri progetti unitari saranno più fallimentari del PD.

Che schifo.

Grazie Travaglio.

venerdì 20 aprile 2007

Grazie Mussi, ed ora: verso il Socialismo Europeo!

Vi consiglio di leggere tutto il discorso di Fabio Mussi, qui su aprileonline.info . Non posso che condividere ogni singola parola del suo discorso, nel dolore e nella sofferenza, ma anche nel coraggio, nella forza e nella determinazione.

Il Socialismo, per molti aspetti da rinnovare, ha ancora molto di cui parlare e molte risposte da dare. Che inizi quindi questo processo di rinnovamento: L'Italia non può essere l'unico paese europeo senza una forza che sia profondamente legata all'esperienza del Socialismo Europeo, in particolare nelle sue varianti di governo più promettenti e "rivoluzionarie", come quella Spagnola, incarnata in un leader come Zapatero ma soprattutto in grandi valori attuati attraverso grandi riforme.
Grandi riforme che dimostrano cosa deve essere veramente un riformismo che non sia una parola vuota di significato, una sorta di moderatismo nullafacente senza coraggio e senza forza. Un riformismo rivoluzionario, che sia in grado di cambiare la società, facendola evolvere, dando risposta ai disagi delle persone, dei lavoratori, delle famiglie, delle persone, di ogni età, sesso, razza, orientamento o identità sessuale, religione, idea politica.

Per questo e per altri motivi non posso che seguire Mussi. Angius tornerà presto con noi, appena l'impronta teodemocratica e centrista del nascente e costituente Partito Democratico sarà evidente. Già ci sono terribili scenari inquietanti di Grandi Coalizioni, Grandi Inciuci senza valori, apolitici, populisti: la presenza di Berlusconi ai congressi di DS e Margherita e le sue dichiarazioni sul PD sono esempi esplicativi di quanto questi pericoli siano più che ragionevoli.

Ora, verso il Socialismo Europeo!

domenica 15 aprile 2007

A volte ritornano (Satira :P)

La Repubblica.it ha un bel titolone in prima pagina.
Ho trovato questo video su youtube che satirizza un pochino questo avvenimento.
Speriamo non sia davvero un ritorno al passato...



PS: no, il video non l'ho messo io su youtube. Se ci fosse violazione di copyright, che lo rimuovano.

Socialismi Italiani e partito democratico

Un ripassino alla storia del socialismo italiano farebbe bene a molti che in questi giorni arrivano addirittura a riesumare Craxi e metterlo nel pantheon del partito democratico. Certo, lui con la Binetti probabilmente ci starebbe bene, così come oggi una sua parente sta benissimo in una alleanza con Calderoli, Borghezio, Prosperini e Alessandra Mussolini.

Mi porrei il problema di spiegare ad un tedesco, o ad un francese, come mai abbiamo dei socialisti alleati con i non-tanto-post fascisti, o in generale in una alleanza di centro-destra. Mi chiederei come spiegarglielo. Magari nemmeno si meraviglierebbero: l'Italia ha ben altre "stranezze" di cui andare fiera.

Fassino intanto continua a sperare di dialogare con lo SDI e con Mussi. Li vorrebbe nella partecipazione della costituente del Partito Democratico; il silenzio di Rutelli e della Margherita però non è indice del fatto che i diellini siano molto d'accordo su questa ipotesi. Ieri ha parlato anche Prodi: ha parlato di un astratto riformismo socialista, dimenticandosi forse che il socialismo non è solo riformismo economico, sono anche valori più generali che mal si conciliano con la deriva teodemocratica della Margherita. Valori di cui per ora i costituendi del PD non osano nemmeno parlare, questo per evitare forse una marea di "distinguo".

Questa "Cosa 3" sembra lontano persino dal PD americano. Dove si discute di diritti civili? Dove si discute della guerra? Dove si discute di qualcosa che non siano robette da poltrona? Dove sono le donne del PD? Dove sono gli Obama del PD italiano?

Non che quelli che si dicono socialisti facciano di meglio. Non riesco infatti bene a capire come farebbero a dialogare con Mussi persone che ancora sono ancorate all'eredità Craxiana come De Michelis. Occorre che finalmente si superi il ricordo di quel periodo ammettendo l'enorme responsabilità dei governi del pentapartito sulla situazione economica e sociale agli inizi degli anni '90: solo così, forse, si potrà partire verso un dialogo vero, autentico. Critico un pochino anche la questione della acriticità verso alcuni aspetti del capitalismo dei socialisti italiani: spero che questa componente venga tirata fuori da Mussi, se davvero riusciranno a dialogare.

L'altro fronte è la Grande Alleanza Rossa che sta costruendo Rifondazione: altro versante in cui potrebbero confluire i delusi dal PD. Si tratterebbe certo di un versante molto più "radicale", ma quantomeno più identitario. Certo Bertinotti forse vorrebbe fare qualcosa di socialista (più vicino al socialismo sudamericano, certo) ma al solo pronunciare della parola "socialismo" tutti scapperebbero di corsa, questo ancora per la maledizione Craxiana; per questo sicuramente abbandoneranno la parola "comunista" e si inventeranno qualcosa di nuovo (sull'esempio di Lafontaine).

Ironicamente, sembrano sparire fiori e piante dalla politica italiana. Dopo la morte del Biancofiore, ora la Quercia e la Margherita vanno sparendo; rimarrà forse solamente la rosa del socialismo europeo, anche se in mano a quelli che di socialista hanno solamente il nome.

domenica 18 marzo 2007

Per l'Unità a Sinistra

Oggi ho preso una decisione forte, chiara e decisa.
So che se non cambiasse nulla nel panorama politico ed elettorale non voterò mai più i DS, per colpa della classe dirigente costituita da Fassino e da D'Alema.
Penso che non li voterò nemmeno alle prossime comunali per il mio paese.
Potrò rivalutare solo in vista del congresso se la mozione Fassino andasse respinta. Non posso assolutamente rischiare che i Valori in cui credo, quelli per cui ho sempre votato con un certo orientamento, vengano sacrificati in nome della ricerca di un voto e del consenso del fondamentalismo cattolico. Sono stufo delle esternazioni della classe dirigente che tendono ad ammorbidire ed annullare questioni identitarie della Sinistra come la difesa dei diritti civili e la Laicità, appropriandosi addirittura di termini teocon come il Laicismo e contemporaneamente condannandoli. Soprattutto non voterò mai chi cerca l'unione acritica con un partito, la Margherita, che si è rivelato neopostdemocristiano, che accetta membri come la Binetti, ma che - e lo dico con sofferenza - non ha al suo interno nemmeno la parvenza di grandi personalità politiche democristiane di centrosinistra, come Aldo Moro. No, non era questo il PD che ci eravamo immaginati. E' lontano persino da quello americano.

Nonostante questo, o forse proprio per questo, sono convinto che il Partito Democratico s'abbia da fare: la sua costruzione sarà l'impulso che spero dia vita all'unità a Sinistra, a quella Grande Alleanza Rossa di cui parla forse con un velo di disprezzo Pansa nell'Espresso di questa settimana. Quello che prevedo sarà il suo fallimento, poi, alle prossime elezioni, spazzerà via spero la classe dirigente che ha distrutto i valori del socialismo europeo in Italia, ha disilluso gli elettori fino a farli vergognare della propria identità.

Certo la "Grande Alleanza Rossa" di cui parla Pansa ha bisogno di una forte indicazione identitaria, e deve soprattutto emarginare le componenti più fondamentaliste (i trozkisti, ad esempio), in nome di forti valori comuni, condivisi ed irrinunciabili, tra i quali:

1. La Laicità dello Stato, che riconosca la libertà religiosa agli individui e la parità di tutte le religioni ma che elimini privilegi e discriminazioni tra le varie confessioni religiose, con norme che impediscano il ricatto da parte di qualunque esponente religioso verso la classe politica italiana ad ogni ordine e grado; norme che garantiscano la prevalenza in ambito pubblico dei valori costituzionali e universali dell'essere umano (l'uguaglianza, per esempio) PRIMA dei valori religiosi. Deve essere sanzionabile o censurabile l'istigazione alla violazione di questi principi da parte di autorità religiose in ambito pubblico (istigazione ad odio razziale, propaganda di idee antiscientifiche, istigazione alla violenza).

2. La valorizzazione profonda della Scuola pubblica, dell'Università e della Ricerca, con una forte impostazione meritocratica, che sappia assicurare a tutti i cittadini l'istruzione ad ogni ordine e grado. NO assoluto al finanziamento pubblico delle università e delle scuole private. Norme per impedire e sanzionare pesantemente favoritismi e nepotismo in ambito accademico.

3. La valorizzazione profonda della Sanità pubblica, con limitazione dell'intervento privato e sanzioni pesantissime per chi specula sulla salute delle persone. Anche qui forte impostazione meritocratica e garantista.

4. Lotta ad ogni tipo di organizzazione mafiosa e (neo)fascista. Riaffermazione degli ideali antifascisti e della Resistenza, contro ogni forma di revisionismo.

5. Affermazione e tutela dei Diritti dei Lavoratori, con limitazione e penalizzazione delle forme lavorative tipiche del precariato.

6. Affermazione e tutela dei Diritti Civili (modello Zapatero o Royal)

7. Ambientalismo, con leggi a favore dei diritti degli animali, contro il maltrattamento; leggi che puniscano severamente chi inquina e chi traffica con rifiuti pericolosi, che investano seriamente nelle energie alternative; sgravi fiscali e agevolazioni per le imprese che producono pannelli solari e prodotti ecocompatibili; sostegno alla ricerca in materia e NO al ritorno al nucleare.

8. Applicazione Piena dell'articolo 11 della costituzione sul ripudio della Guerra, NO allo scontro con il mondo musulmano e SI al sostegno delle organizzazioni laiche e femministe dei paesi teocratici. Asilo politico ai perseguitati per qualunque motivo da tutte le nazioni. Misure adeguate alla Integrazione completa delle persone immigrate, nella lingua e nei valori fondamentali della Repubblica Italiana e della Comunità Europea.

Per i temi eticamente sensibili, la legislazione si deve confrontare con gli esperti scientifici in materia, mantenendo nei casi incerti una posizione garantista.

giovedì 18 gennaio 2007

Perché?

Qualcuno sicuramente si chiede perché questo blog con questo titolo.
In effetti, se fossimo un paese normale, questo blog sarebbe del tutto inutile. In Italia ci sono ben due partiti formalmente iscritti al Partito del Socialismo Europeo, i Democratici di Sinistra (DS)
e i Socialisti Democratici Italiani (SDI). Ognuno di noi, noi che sentiamo vagamente parlare di esempi seri di Socialismo in Europa, vedi Zapatero o Ségolène Royal, dalle dichiarazioni dei dirigenti dei DS o dello SDI fatichiamo a ritrovare lo stesso insieme di valori, peggio ancora le stesse azioni di governo. Tralasciando per ora i motivi di questa singolarità dei partiti italiani aderenti al PSE (ma tenterò di illustrarli post per post, esempio per esempio), posso affermare che questo blog si propone di raccogliere opinioni, le mie e le vostre, su quali siano le modalità migliori per recuperare quei valori del PSE, e delle varie esperienze dei partiti socialisti in Europa, e portarli magari in Italia. E' un timido sogno, ne sono cosciente. Qualcosa di simile ad una utopia, ma ho voglia di provarci lo stesso.

Grazie per l'attenzione e perdonate la vaghezza del primo post.